Salta al contenuto

Il Premio Pritzker 2019 assegnato ad Arata Isozaki


“He surpasses the framework of architecture to raise questions that transcend eras and borders” ha affermato la giuria, che ha elogiato l’approccio lungimirante e il profondo impegno dell’architetto giapponese nello sviluppo di una metodologia transnazionale che ha favorito il dialogo tra Oriente e Occidente.
Architetto, urbanista e teorico, Arata Isozaki è l’ottavo architetto giapponese ad aver ricevuto il Premio Pritzker, l’ultimo a precederlo è stato nel 2014 Shigeru Ban.
Ad oltre 50 anni dall’inizio della sua carriera, Isozaki conta progetti in ogni angolo del mondo e numerosi si trovano in Italia: è stato infatti tra i protagonisti delle trasformazioni olimpiche di Torino 2006 firmando il Palasport per l’hockey su ghiaccio, dei nuovi sviluppi in altezza milanesi con il grattacielo del Gruppo Allianz di City Life e anche di accesi dibattiti nazionali come per il progetto dell’uscita degli Uffizi a Firenze ancora irrealizzato.
La sua carriera inizia negli anni ’60, nel periodo di rinascita del Giappone dopo le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, e si è caratterizzata per uno sforzo verso la ricostruzione non solo fisica ma anche culturale.
Dal 2005 ha aperto a Milano, insieme al suo socio italiano Andrea Maffei, lo studio Arata Isozaki & Andrea Maffei Associati srl.

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi